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Descrizione
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Concept design, progettazione esecutiva integrale e direzione lavori di un centro polivalente per conferenze Broadcasting e E-learning |
| Luogo |
Roma |
| Committente |
FAO of UN
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| Anno |
2010/2012
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| Descrizione: |
Centro polivalente per conferenze Broadcasting e E-learning |
| Dimensioni: |
1700 mq |
| Posizione: |
ROMA |
| Cliente: |
FAO of United Nation
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| Anno: |
2010/2012 |
| Valore del progetto: |
***
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| Servizi resi: |
Concept design, Progettazione esecutiva integrale e Direzione Lavori |
| Concept Design: |
Marco Felici / Atepi |
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NOTA SUL PROGETTO ARCHITETTONICO E ARTISTICO
Lo Sheikh Zayed International Media and Knowledge Centre si colloca nel grande atrio centrale del FAO of UN Headquarters in Rome (Food and Agriculture Organization of United Nation). Nuovo portale tra la FAO ed il mondo, link per la condivisione a distanza di conoscenze ed esperienze, si colloca fisicamente nel principale campo visuale di visitatori e fruitori e virtualmente fornisce tutti gli strumenti necessari per comunicare attraverso il cyberspazio dell'era dell'informazione. Presenza dunque tanto fisica quanto virtuale, celebra al contempo la sua funzione multimediale, il messaggio illuminato del donatore e il mandato culturale fondante dell'istituzione FAO. Il progetto propone un equilibrio tra sensazioni generate da componenti materiali ed immateriali, naturali e tecnologiche: una neo-natura attraversata da un flusso mediatico. Il prisma vetrato, sospeso, che racchiude l'intervento, è aperto e permeabile lungo l'intero perimetro e, attraverso i riflessi e la decorazione, ripropone e moltiplica la superficie dell'elemento cielo. Lo specchio d'acqua, che sostituisce il piano di calpestio in un omaggio alle terre emerse negli Emirates, richiude lo spazio e lo allarga al tempo stesso, moltiplicando il gioco di rimandi fisici e immateriali. Tra questi riflessi e una selva di sostegni naturali emerge la forma fluente e semitrasparente della scocca che racchiude la sala conferenze; il suo volume si smaterializza e contestualizza attraverso l'incontro del mediatico blue-screen, proprio dei virtual studios, con l'amichevole intimità del nucleo in legno esotico. Su un lato una promenade attraverso una selva neo-naturale porta dall'atrio alla oasis lounge e sul fondo traspare Roma, le rovine ed il verde del parco delle Terme di Caracalla. Tra la promenade e la sala si colloca il cervello multimediale del Centro, in un volume sagomato come un grande tubo catodico, contenitore per gli spazi più tecnologici, incastonato in una vetrata sospesa che celebra l'illuminato mecenate Sheikh Zayed, citandone un memorabile motto. Il progetto architettonico di Marco Felici ospita le istallazioni artistiche di Sadika Keskes. Il portale d'ingresso diventa un importante momento di passaggio attraverso le parole dello sceicco, incise in lettere luminose di vetro soffiato. Ma prima ancora di entrarvi, il visitatore attraversa una quinta di chiome di palme in ferro battuto e vetro colorato, richiamo al tema sacro comune nelle religioni monotesiste. E allinterno della sala, frontale sul podio, una selva in bronzo si ricollega al tema dell'albero della vita, fiat panis, come recita il logo della FAO. |
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